Finanziamenti del Patto Territoriale

La "battaglia" per i finanziamenti del Patto Territoriale

Giorgio Giorgi
NELL'ULTIMA SEDUTA DEL CONSIGLIO PROVINCIALE DEL 27 SETTEMBRE IL CONSIGLIERE PROVINCIALE DI CINGOLI GIORGIO GIORGI HA DISCUSSO LA PROPRIA INTERROGAZIONE DI RETTAMENTE CON IL PRESIDENTE SILENZI E RIGUARDANTE I MANCATI FINANZIAMENTI DEL PATTO TERRITORIALE PER 4/5 DITTE DEL TERRITORIO CINGOLANO FORTEMENTE PENALIZZATE NEI LORO INVESTIMENTI. PUBBLICHIAMO IN QUESTA SEDE IL TESTO INTEGRALE DELL'INTERPELLANZA SPERANDO CHE LE ASSICURAZIONI VERBALI DEL PRESIDENTE SIANO SEGUITE DA FATTI CONCRETI A BENEFICIO DELLE NOSTRE DITTE ARTIGIANE INTERESSATE...

INTERPELLANZA AL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA A RISPOSTA ORALE E SCRITTA OGGETTO: Finanziamenti Bando “Rimodulazione delle risorse derivanti da rinunce, revoche ed economie conseguite in fase di attuazione” del Patto Territoriale della Provincia di Macerata, pubblicato dalla società “Rinascita e Sviluppo” nel 2004. Premesso che a fine maggio/inizio giugno 2006 veniva comunicata, a diverse ditte del territorio cingolano (ben 4 solo di mia conoscenza diretta) e di altri Comuni interessati dal Patto territoriale, l’avvenuta esclusione del contributo di cui all’emarginato bando che avrebbe dovuto essere pari al 50% della spesa sostenuta e rendicontata, stante le circolari in materia del Ministero delle AA.PP. del 30.09.2005 e del 24.03.2006, che avevano modificato radicalmente l’entità di aiuto ammissibile per le piccole e medie imprese, rientranti nel regime “de minimis”, di cui al Reg.CE n. 69/2001, decurtandolo al 15%, contestualmente invitando le suddette ditte a dichiarare, entro un termine perentorio, se accettavano o meno questo “quasi azzeramento” del beneficio in questione; rilevato che, alla luce dei fatti succintamente esposti e di tutte le vicende che hanno interessato la società partecipata al 18,5% della Provincia che gestisce i fondi del Patto Territoriale, indipendentemente dalla legittimità o meno dei provvedimenti ministeriali, sono da contestare anche le palesi illegittimità dei comportamenti della società consortile a r.l. “Rinascita e Sviluppo”: - violazione del bando in oggetto che è da ritenersi “lex specialis” rispetto al procedimento amministrativo di assegnazione del contributo in questione; - eccesso di potere (travisamento dei fatti, illogicità, disparità di trattamento, ingiustizia manifesta) perché, nella fattispecie, sussisteva un pieno affidamento da parte delle ditte aventi diritto ai benefici, non solo in virtù del bando ma anche per effetto del comportamento della società nostra partecipata, che non solo ha preteso dalle ditte la rendicontazione in attuazione del bando stesso, ma ne ha verificato, sotto pena di perdita del beneficio de quo, la legittimità e la congruità dei costi degli interventi operati dalle ditte stesse, già inserite a titolo definitivo in un’apposita graduatoria validamente approvata, con la concessione del beneficio nel quantum indicato dal bando; - la società avrebbe eventualmente dovuto impugnare gli atti del Ministero delle AA.PP., attesa l’eventuale illegittimità degli stessi invece di subirli passivamente a danno delle PMI beneficiarie degli interventi di programmazione negoziata; - è pur vero che l’organo statale ha adottato un atto amministrativo lesivo degli interessi legittimi dei privati, con cui, con una motivazione generica, si affermava che l’istruttoria in corso non poteva essere chiusa positivamente sia per la disposizione relativa all’apporto di mezzi e risorse proprie inferiori alle indicazioni di legge, sia per la non ammissibilità delle agevolazioni a titolo di “de minimis”, tuttavia, a fronte di questa posizione del Ministero, univoci dovevano essere i comportamenti previsti ex lege a carico della società concessionaria del pubblico servizio di gestione dei fondi del Patto Territoriale: “Rinascita e Sviluppo” avrebbe dovuto impugnare al TAR questi provvedimenti amministrativi, anche perché il Ministero aveva precisato che la regolarità del bando rientrava nella responsabilità della società medesima e non del Ministero; - non solo non è stato impugnato alcun atto del ministero, ma è stata disconosciuta la stessa vincolabilità della decisione ministeriale, secondo la quale i bandi non possono essere modificati in corso di istruttoria e addirittura rendicontazione ai fini della liquidazione, in quanto imputabili alla responsabilità esclusiva dell’Ente territoriale, attesa la circostanza di legge che il Ministero non poteva né doveva approvare o esaminare il bando de quo; - nonostante ciò, la società non ha tempestivamente informato le ditte in graduatoria (e cioè quando era già nota la volontà ministeriale), invitandole eventualmente a rimodulare le loro richieste o a rinunciarvi, anzi assumendo, in sede di rendicontazione, un comportamento fondato sulla piena operatività del bando: a testimonianza di ciò sono sia gli atti di inserimento in graduatoria con invito alle ditte a dimostrare e giustificare la spesa che il comportamento della Banca delle Marche, coinvolta nel procedimento istruttorio, che, astenendosi, dal trasmettere la nota ministeriale del 30.09 pervenuta alla stessa Banca p.c., ha preteso ulteriori chiarimenti e integrazioni sui progetti delle singole ditte, mantenendo inalterate le relative spese complessive oggetto del finanziamento; - in ogni caso, oltre alla assoluta e lapalissiana buona fede degli interessati, c’è da rilevare che le modificazioni del bando, che è lex specialis, devono avvenire formalmente e per iscritto, a pena di inesistenza delle stesse (tanquam non esset); - in conclusione, i soggetti beneficiari conservano il loro pieno e legittimo interesse pretensivo al beneficio pari al 50%, senza che la società partecipata della Provincia possa utilizzare quella direttiva ministeriale per revocare in grandissima parte il beneficio stesso; il loro affidamento sicuro e pieno nell’operatività del bando, non ha consentito agli stessi di “contenere” i costi, assai elevati, di cui si sono sobbarcati, dopo il 30.09, al fine poter beneficiare del contributo di cui al bando e cioè pari al 50% in sede di rendicontazione e liquidazione; ritenuto che quanto sopra esposto possa danneggiare fortemente la funzione di rilancio del settore economico e produttivo del nostro territorio, in particolare di quello più svantaggiato e depresso, che deve far capo all’Amministrazione Provinciale di Macerata; PER TUTTO QUANTO SOPRA ESPOSTO il sottoscritto consigliere chiede di sapere, anche per iscritto, tutte le azioni che il Presidente, in quanto membro fondamentale dell’Assemblea dei Soci e la G.P. hanno intrapreso o hanno intenzione di porre in essere per soddisfare le legittime pretese delle PMI beneficiarie del contributo di cui al bando in oggetto, lese gravemente dai comportamenti che appaiono sostanzialmente e formalmente illegittimi della società consortile mista a r.l. “Rinascita e Sviluppo”, concessionaria del servizio di gestione dei fondi del Patto Territoriale della Provincia di Macerata, magari implementando i relativi fondi con un apposito intervento finanziario da parte di questo Ente.

Postato da Giorgio Leggi tutto Commenti (1) 00:20:06 - 2006-10-17